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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

CENNO SUL QUADRO MACROECONOMICO

L’Italia riveste un ruolo preponderante nella realtà economica albanese, con prospettive interessanti per i nostri operatori.
L’interscambio commerciale anche alla fine del 2016 ha superato abbondantemente i 2 miliardi di Euro (2.2 miliardi di euro circa), che rappresentano il 36,77% del volume complessivo dell’interscambio commerciale dell’Albania. Dopo l’Italia, di gran lunga primo partner commerciale, figurano la Germania, la Cina, la Grecia, la Turchia ed il Kosovo.

L’Italia da sola assorbe il 54,57% delle esportazioni albanesi ed è inoltre il principale fornitore, con un’incidenza del 29,28% sull’import complessivo. Rappresentiamo altresì in questo mercato il primo investitore straniero in termini di numero di aziende italiane o italo-albanesi attive sul territorio: la nostra presenza è assicurata da circa 500 imprese piccole e medie, due grandi banche, Intesa San Paolo e Veneto Banca, e taluni gruppi industriali medio-grandi affermatisi principalmente nei settori del cemento, dell’agroalimentare e dell’energia. Senza dubbio penalizzante per la piena efficacia della nostra azione economica in Albania è l’assenza dei grandi gruppi italiani nei settori strategici (per esempio telecomunicazioni e assicurazioni), nonostante il ruolo di primo partner economico di riferimento svolto dall’Italia per anni. Peraltro, in passato alcuni di questi grandi gruppi avevano manifestato interesse per il mercato locale, ma sono stati finora scoraggiati dall’incertezza sui diritti di proprietà immobiliare, dalla diffusa corruzione e dalla carenza di infrastrutture.

In generale l’economia albanese offre notevoli prospettive per gli investitori stranieri nel settore energetico, nonostante il quadro di riferimento normativo non sia ancora perfettamente definito. La forte attenzione del Governo albanese verso la tematica energetica e l’interconnessione elettrica tra il mercato balcanico e l’Italia, che sarà assicurata attraverso l’elettrodotto che Terna sta realizzando in Montenegro, spingono ad essere ottimisti sulle ulteriori prospettive di sviluppo del settore. Un’ulteriore opportunità per le nostre imprese sarà senz’altro costituita dalla realizzazione del tratto albanese del Trans Adriatic Pipeline (TAP), che prevede la costruzione di un gasdotto destinato al trasporto del gas azero del giacimento dello Shaz Deniz alle coste italiane attraverso la Grecia e, per l’appunto, l’Albania. Nel corso del 2017 la realizzazione del metanodotto dovrebbe entrare nella sua fase di completamento degli investimenti, che dovrebbero rappresentare circa l’1,5% del PIL nazionale del Paese negli anni futuri.
Oltre a quello energetico, un altro settore di grande interesse in un’ottica di medio-lungo periodo è l’agricoltura, che il Governo sta cercando negli ultimi anni di rilanciare. Sebbene il settore soffra ancora di serie problematiche (tra cui la frammentazione fondiaria, la mancanza di coordinamento tra i produttori che genera repentine oscillazioni dei prezzi ed il succedersi di fenomeni di sovrapproduzione e di penuria dei prodotti; nonché l’assenza della c.d. “catena del freddo” per lo stoccaggio e la conservazione delle carni, così come l’inesistenza di un’industria di trasformazione dei prodotti orto-frutticoli) esistono buone possibilità di inserimento per i fornitori italiani di macchine ed impianti relativi al settore agroalimentare ed in particolare impianti ad alto contenuto tecnologico per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti carnei e vegetali, nonché macchinari per il settore enologico.

Nel breve-medio periodo, vi sono poi buone opportunità per le nostre imprese nel settore turistico, che presenta grandi potenzialità se verranno ben sfruttate le aree ancora non contaminate dallo sfrenato sviluppo edilizio verificatosi negli ultimi anni su parte delle coste, ed in quello manifatturiero (calzature e tessile, soprattutto), alla luce delle competitive condizioni del mercato del lavoro albanese, della favorevole tassazione e dei tradizionali elementi di vantaggio per i nostri operatori economici. Tra essi, la già citata, grande diffusione della lingua italiana.

(A tale riguardo vedasi scheda di approfondimento sul portale Infomercatiesteri)


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